Con l'obiettivo di rafforzare le campagne di screening del tumore al seno, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha recentemente risposto a un'interrogazione al Senato, confermando l'autorizzazione di fondi significativi. In particolare, sono stati destinati 200.000 euro per l'anno 2025 e 800.000 euro per il 2026, con l’obiettivo di estendere e potenziare la partecipazione delle donne ai programmi di prevenzione, includendo le fasce di età 45-49 e 70-74 anni.
Parliamo di:
La prevenzione oncologica in Italia

Il Ministro ha ricordato che in Italia, i programmi di screening oncologico sono un’importante risorsa preventiva, offerta gratuitamente alle persone delle fasce di età maggiormente a rischio. Ogni due anni, lo screening mammografico viene proposto alle donne tra i 50 e i 69 anni. Gli ultimi dati confermano che il tumore al seno rimane la neoplasia più frequente tra le donne, ma la diffusione della diagnosi precoce ha portato a una significativa riduzione della mortalità. Grazie a questi programmi, infatti, si sono registrati alti tassi di sopravvivenza a cinque anni.
Potenziamento degli screening
Il piano nazionale della prevenzione 2020-2025, che segue le linee guida europee per la lotta contro il cancro, mira a modificare i comportamenti a rischio e a migliorare l’adesione ai programmi di screening. In linea con questo piano, il decreto-legge 27 dicembre 2024 ha stanziato risorse per rafforzare le misure di prevenzione per il tumore al seno. Questi fondi saranno utilizzati per avviare progetti di sensibilizzazione e per estendere l'accesso agli screening mammografici alle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni. L'obiettivo è garantire che tutte le donne possano accedere agli screening su tutto il territorio nazionale, uniformando l’offerta tra le diverse Regioni.
Il piano oncologico nazionale
Il piano oncologico nazionale 2023-2027 prevede, tra i suoi obiettivi, l'espansione delle fasce di età coperte dai programmi di screening, con particolare attenzione alla mammografia. Inoltre, il governo ha istituito un fondo da 10 milioni di euro all’anno (dal 2023 al 2027) per supportare queste iniziative.
Invito alle Regioni: attivare sistemi moderni
Schillaci ha inoltre sottolineato che le Regioni devono attivare sistemi più moderni ed efficaci per favorire l'accesso agli screening, suggerendo l'uso di tecnologie come messaggistica istantanea per motivare le donne a partecipare alle campagne di prevenzione. Il Ministro ha ribadito che le Regioni devono implementare strategie innovative per affrontare le difficoltà riscontrate nell'adesione e garantire che i programmi siano accessibili a tutte.
La risposta di Elisa Pirro
La senatrice Elisa Pirro ha criticato la risposta del Ministro, giudicando i fondi stanziati come insufficienti per coprire adeguatamente la fascia di età 45-74 anni. Secondo Pirro, servirebbero almeno 300 milioni di euro per garantire che tutte le donne di queste fasce di età possano accedere agli screening. Ha anche fatto riferimento a un emendamento presentato che prevedeva 6 milioni di euro per potenziare i programmi di screening, ma che è stato bocciato dal Ministero dell'Economia.
Appello alla forza di volontà
Nonostante le critiche, Pirro ha riconosciuto l’impegno del Ministro, invitandolo però ad alzare la voce e a spingere più fortemente per ottenere i fondi necessari. “Se resta silente, noi non possiamo difenderla”, ha concluso Pirro, assicurando il supporto del suo gruppo parlamentare se il Ministro dimostrerà una maggiore determinazione.
L'importanza degli esami diagnostici nella prevenzione
Gli esami diagnostici rappresentano una delle principali armi nella lotta contro il tumore al seno, non solo per la diagnosi precoce, ma anche per garantire trattamenti tempestivi ed efficaci. Gli screening mammografici, che vengono effettuati ogni due anni nelle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, sono fondamentali per identificare lesioni sospette prima che diventino clinicamente evidenti. Questi esami, quando eseguiti regolarmente, aumentano significativamente le probabilità di diagnosticare il tumore al seno in fasi iniziali, quando le opzioni terapeutiche sono più efficaci e la prognosi più favorevole.
Oltre alla mammografia, sono in corso ricerche per sviluppare e perfezionare altri strumenti diagnostici, come l'ecografia e la risonanza magnetica, per migliorare ulteriormente la sensibilità degli screening, soprattutto nelle donne con tessuti mammari più densi. L’accesso a queste tecnologie avanzate è cruciale per garantire che tutte le donne, indipendentemente dalla loro localizzazione geografica o dal livello socioeconomico, possano beneficiare della stessa qualità di diagnosi e cura.
Per questo motivo, il rafforzamento delle campagne di screening e la diffusione degli esami diagnostici su tutto il territorio nazionale sono essenziali per ridurre la mortalità legata al tumore al seno e migliorare il benessere delle donne. Il Ministero della Salute ha già avviato misure per estendere la copertura degli screening a fasce d'età più ampie e per garantire che le strutture sanitarie siano adeguatamente attrezzate per eseguire e interpretare correttamente questi test diagnostici.