Comprendere il cervello per rivoluzionare la cura delle malattie neurologiche: è questa la missione del progetto Mnesys, il più grande programma europeo dedicato allo studio del sistema nervoso. Con oltre 800 ricercatori coinvolti e 25 partner tra università, istituti scientifici e aziende, Mnesys si propone di individuare nuovi bersagli terapeutici, sviluppare algoritmi predittivi e realizzare modelli digitali del cervello per testare terapie innovative. Martedì 1 aprile, il progetto sarà al centro di un incontro speciale che vedrà la partecipazione di esperti di neuroscienze, neurologia e tecnologie avanzate.

Un progetto PNRR per rivoluzionare la neurologia

Mnesys è un’iniziativa finanziata con 115 milioni di euro nell’ambito del PNRR e coordinata dall’Università di Genova. L’obiettivo è indagare il funzionamento del cervello e sviluppare nuove strategie per combattere patologie come Alzheimer, Parkinson, depressione e disturbi del movimento. Il progetto adotta un approccio multidisciplinare, combinando neuroscienze, neurofarmacologia e intelligenza artificiale. Grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia e il CNR, i ricercatori stanno esplorando soluzioni avanzate che spaziano dall’uso della risonanza magnetica e della PET per lo studio dei neuroni fino all’impiego di nanomateriali per ripristinare le connessioni neurali.

Un evento per scoprire le nuove frontiere della ricerca delle malattie neurologiche

L’evento ospiterà alcuni dei protagonisti di Mnesys, tra cui: Enrico Castanini, presidente del progetto; Antonio Uccelli, direttore scientifico e professore ordinario di Neurologia all’Università di Genova; Elena Borra, professoressa associata di Fisiologia all’Università di Parma; Alessandro Bertolino, ordinario di Psichiatria all’Università di Bari; Elisabetta Colombo, ricercatrice in Neuroscienze presso l’Istituto Italiano di Tecnologia; Elvira De Leonibus, responsabile del laboratorio di Neuropsicofarmacologia del CNR di Roma. Questi esperti illustreranno gli sviluppi più recenti e le prospettive future della ricerca.

Dai modelli digitali ai farmaci personalizzati

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è il concetto di "digital twin", ossia la creazione di modelli virtuali del cervello che permettono di simulare, anticipare e prevenire molte malattie neurologiche.

«Questo progetto abbraccia ogni aspetto legato al cervello, dallo sviluppo nei neonati prematuri alla cura delle malattie neurodegenerative», spiega Antonio Uccelli. Oltre alla modellizzazione digitale, il team di Mnesys sta lavorando su:

  • Algoritmi predittivi per personalizzare le terapie e prevedere la risposta ai farmaci.
  • Intelligenza artificiale per migliorare la connettività cerebrale e individuare nuovi trattamenti.
  • Nanotecnologie per rigenerare le connessioni neurali e ripristinare la funzionalità cerebrale.
  • Medicina di genere, con l’obiettivo di sviluppare cure mirate per uomini e donne, considerando le differenti risposte ai farmaci.

Grazie a questi approcci innovativi, il progetto non si limita alla cura delle malattie neurologiche, ma punta a prevenire il loro insorgere e a migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Una rete di ricerca globale

Con il coinvolgimento di 90 istituzioni di ricerca in tutta Italia, Mnesys rappresenta una delle reti scientifiche più estese nel campo delle neuroscienze. L’attenzione è rivolta anche ai giovani ricercatori, con un forte impegno per garantire pari opportunità di genere nel settore. «Con il continuo ampliamento del nostro network, ci candidiamo a diventare un punto di riferimento mondiale nella ricerca sul cervello», affermano gli organizzatori del progetto.

L’importanza degli esami cardiovascolari per la salute del cervello

Un aspetto fondamentale che emerge dalle ricerche di Mnesys è il legame tra salute cardiovascolare e salute cerebrale. Le malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer e il Parkinson, sono spesso collegate a problemi vascolari, che compromettono l’afflusso di sangue e ossigeno al cervello. Gli esperti sottolineano l’importanza di esami preventivi come ECG, risonanza magnetica e analisi del flusso sanguigno cerebrale per individuare precocemente segnali di deterioramento cognitivo.

«Il cervello e il cuore sono strettamente interconnessi: migliorare la salute cardiovascolare significa proteggere anche il nostro sistema nervoso centrale», spiega Elena Borra. Gli studi mostrano che pazienti con ipertensione, colesterolo alto o diabete sono più esposti al rischio di sviluppare malattie neurodegenerative. Per questo motivo, accanto alla ricerca su nuove terapie, Mnesys promuove strategie di prevenzione basate su uno stile di vita sano, alimentazione equilibrata e attività fisica regolare.

L’obiettivo finale del progetto è quello di offrire una visione integrata della salute cerebrale, combinando ricerca scientifica, tecnologie avanzate e prevenzione per affrontare le grandi sfide delle malattie neurologiche nei prossimi anni.

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