Le malattie cardiovascolari continuano a essere la principale causa di morte in Italia, con circa 230.000 decessi ogni anno. Di questi, circa 47.000 sono legati al mancato controllo del colesterolo. Furio Colivicchi, past president dell'Anmco e Direttore di Cardiologia Clinica e Riabilitativa dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma, sottolinea l'importanza di monitorare i propri livelli di colesterolo, in particolare il colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”.
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Prevenzione e alimentazione

Adottare uno stile di vita sano è fondamentale per ridurre il rischio cardiovascolare. Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi animali, può portare a una riduzione del colesterolo nel sangue tra il 10 e il 20%. Inoltre, l'esercizio fisico regolare, almeno 150 minuti a settimana, contribuisce a incrementare il colesterolo HDL, ovvero il "colesterolo buono", e a ridurre il colesterolo LDL.
L'importanza dei farmaci nella prevenzione delle malattie cardiovascolari
Il trattamento dell'ipercolesterolemia è essenziale per prevenire malattie cardiovascolari aterosclerotiche. Recenti progressi in terapia hanno visto lo sviluppo di farmaci biologici ipolipemizzanti che riducono significativamente gli eventi cardiovascolari associati al colesterolo LDL. Le linee guida della Società Europea di Cardiologia suggeriscono obiettivi ambiziosi per il colesterolo LDL nei pazienti ad alto rischio, con l'uso di terapie combinate di più farmaci ipolipemizzanti.
Nuove terapie e ricerca
Negli ultimi anni, le terapie per ridurre il rischio cardiovascolare si sono evolute. Studi recenti hanno mostrato l'efficacia degli inibitori SGLT2 e degli agonisti del recettore GLP-1, in particolare per i pazienti con diabete di tipo 2. Questi farmaci non solo migliorano il controllo glicemico, ma riducono anche gli eventi cardiovascolari avversi. I dati ottenuti sono promettenti, rafforzando il beneficio cardiovascolare di questi trattamenti. Ovviamente non va dimenticato il ruolo chiave degli screening mirati.
Obesità e diabete: fattori di rischio
L'obesità e il diabete sono due fattori di rischio metabolici strettamente legati alle malattie cardiovascolari. La gestione del continuum cardio-renale-metabolico, con l'uso di farmaci come gli SGLT2 inibitori e i GLP-1, ha portato a significativi miglioramenti nella prevenzione di eventi cardiovascolari gravi. Gli studi presentati all’American College of Cardiology hanno dimostrato che questi trattamenti possono ridurre significativamente il rischio di complicazioni cardiovascolari, anche nei pazienti con sovrappeso o obesità.
Conclusioni sull'approccio cardiometabolico
L'incontro Lipids and Cardiometabolic Care 2025, organizzato dall'Anmco, ha dato spazio a importanti discussioni sulle nuove strategie terapeutiche e preventive. Medici di diverse discipline hanno esplorato le ultime novità in ambito ipolipemizzante e cardiometabolico, focalizzandosi sulla riduzione del rischio cardiovascolare globale e sulla gestione efficace dei pazienti ad alto rischio.
Questi sviluppi scientifici e clinici pongono le basi per una lotta più efficace contro le malattie cardiovascolari, combinando l'approccio farmacologico con uno stile di vita sano.