Quattro distinti sottotipi di Long Covid sono stato identificati attraverso un accurato studio condotto dall'Università di Oxford e pubblicato su eBioMedicine. Ognuno di questi possiede caratteristiche proprie in termini di sintomi e fattori di rischio. Questa ricerca fornisce nuove prospettive sulla gestione della condizione, suggerendo che siano necessarie strategie personalizzate per affrontare gli effetti a lungo termine della malattia.
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Quattro sottotipi di Long Covid

Il Long Covid, noto per i sintomi persistenti che si manifestano dopo l'infezione da SARS-CoV-2, sta influenzando un numero crescente di persone in tutto il mondo. Tuttavia, gli studi hanno evidenziato una certa incoerenza nei dati relativi alla prevalenza, ai sintomi e alle definizioni della condizione, con differenze significative nei metodi di raccolta delle informazioni.
Nel contesto di questo fenomeno complesso, la ricerca condotta dall'Università di Oxford ha evidenziato che esistono almeno quattro sottotipi principali di Long Covid, che si differenziano per sintomi specifici e fattori di rischio:
1. Sottotipo otorinolaringoiatrico
Questo sottotipo comprende sintomi legati a orecchie, naso e gola, come alterazioni olfattive, perdita del gusto e difficoltà uditive. Questi sintomi sono più comuni negli uomini e tendono a manifestarsi più frequentemente con l'avanzare dell'età.
2. Sottotipo cardiopolmonare
Questo tipo si caratterizza per difficoltà respiratorie, sensazioni di fastidio al torace e respiro affannoso. I pazienti con questo sottotipo presentano un impatto significativo sulla funzione polmonare e sul sistema cardiovascolare.
3. Sottotipo neurologico
Deficit cognitivi, difficoltà di concentrazione e problemi di memoria sono i principali sintomi associati a questo sottotipo. La ricerca ha trovato che le persone più giovani sono maggiormente vulnerabili a questi sintomi neurologici.
4. Sottotipo di affaticamento generale
Il quarto sottotipo si manifesta principalmente con una stanchezza cronica e debilitante che impedisce lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Questo sottotipo è comune tra i pazienti di tutte le età.
I fattori di rischio
Secondo lo studio, ci sono numerosi fattori che contribuiscono a un aumento del rischio di sviluppare il Long Covid. In particolare, le infezioni da COVID-19 gravi, le infezioni multiple e scelte di vita non salutari (come una dieta scorretta o la mancanza di esercizio fisico) sono associati a un rischio più elevato. Al contrario, la vaccinazione, specialmente quella con dosi di richiamo, è risultata essere un fattore protettivo, riducendo significativamente il rischio di sviluppare sintomi a lungo termine.
Altri fattori come uno status socioeconomico più basso, un indice di massa corporea elevato e condizioni preesistenti, come malattie croniche, aumentano ulteriormente la probabilità di incorrere nel Long Covid. Inoltre, le donne sembrano essere più vulnerabili in generale rispetto agli uomini, sebbene i sintomi legati a orecchie, naso e gola siano osservati con maggiore frequenza negli uomini.
Considerazioni finali
La ricerca ha dimostrato che i sottotipi di Long Covid richiedono approcci diagnostici e terapeutici differenziati. Ogni sottotipo presenta un profilo sintomatico e una serie di fattori di rischio unici, il che implica la necessità di strategie personalizzate per la gestione della condizione. Concludendo, il team di ricerca suggerisce che è fondamentale continuare a monitorare e studiare questi sottotipi per poter fornire cure adeguate e migliorare la qualità della vita dei pazienti a lungo termine.
Poiché i sottotipi di Long Covid possono avere manifestazioni diverse, è fondamentale che i pazienti sottopongano a una serie di esami diagnostici per valutare correttamente l'impatto della malattia. In particolare, gli esami pneumologici, come la spirometria e le radiografie del torace, sono cruciali per monitorare e diagnosticare eventuali danni ai polmoni e al sistema respiratorio, che possono derivare dal Long Covid, specialmente nel sottotipo cardiopolmonare.
Altri esami, come quelli neurologici e cognitivi, sono importanti per valutare i disturbi neurologici associati al Long Covid, che colpiscono la memoria, la concentrazione e la capacità di svolgere attività quotidiane. Inoltre, monitorare il sistema cardiovascolare tramite ECG e ecocardiogrammi è essenziale, visto che i disturbi cardiopolmonari possono avere un impatto a lungo termine sulla salute del cuore e dei polmoni.