Sul decreto riguardante le liste d'attesa non si ferma l'accesa discussione tra il Ministero della Salute e le Regioni. Il Ministro Schillaci ha ribadito la sua posizione in una nuova lettera, rispondendo alle critiche sollevate dalle amministrazioni locali, in particolare dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Al centro della polemica ci sono i poteri sostitutivi del Ministero verso le Regioni che non rispettano le normative, considerati dalla Conferenza come un'invasione delle competenze regionali. Tuttavia, il Ministro ha chiarito che l'intento non è quello di minare l'autonomia delle Regioni, ma di garantire il diritto alla salute su tutto il territorio nazionale.
Parliamo di:
Irregolarità nelle strutture sanitarie

Schillaci ha ricordato che le ispezioni dei Carabinieri Nas hanno rivelato gravi irregolarità nel 27% delle strutture sanitarie ispezionate, tra cui agende chiuse arbitrariamente e liste d'attesa gonfiate. Il Ministro ha sottolineato che queste non sono semplici criticità teoriche, ma pratiche concrete che ogni giorno negano il diritto alla salute a migliaia di cittadini.
"La tutela della salute è un diritto fondamentale, sancito dalla Costituzione, che deve essere garantito uniformemente su tutto il territorio nazionale. Non possiamo continuare a rilevare problemi solo dopo indagini o articoli giornalistici", ha dichiarato Schillaci, riferendosi al lavoro dei Nas e alle numerose segnalazioni che, purtroppo, si concludono solo con scuse al cittadino e la risoluzione immediata dei problemi.
Risorse insufficienti o gestione inadeguata?
Per quanto riguarda le risorse, Schillaci ha sottolineato che oltre 2 miliardi sono stati stanziati tra il 2020 e il 2024 per l'abbattimento delle liste d'attesa, ma secondo la Corte dei Conti questi fondi sono stati spesi in maniera "esigua" e non sempre "efficiente". "Vogliamo davvero continuare a sostenere che servano più fondi per richiamare i Direttori Generali delle strutture irregolari ad intervenire con urgenza?", ha chiesto il Ministro.
Schillaci ha poi esortato Fedriga a non limitarsi a chiedere più fondi, ma a considerare che le Regioni che hanno implementato il CUP (Centro Unico di Prenotazione), unificando le agende pubbliche e private in convenzione, hanno significativamente ridotto i tempi di attesa. "Questo è il risultato di un’organizzazione efficiente che ha aumentato notevolmente le prestazioni, riducendo i tempi di attesa", ha aggiunto.
Un monitoraggio più stringente
In merito al monitoraggio delle attività delle strutture sanitarie, il Ministro ha messo in evidenza che non è più tollerabile che le Regioni non garantiscano un equilibrio adeguato tra l'attività istituzionale e quella privata. "Vogliamo davvero continuare a tollerare l'assenza di un monitoraggio adeguato in ogni azienda sanitaria?", ha domandato Schillaci. Secondo il Ministro, il monitoraggio rigoroso è essenziale per garantire la corretta gestione delle risorse e il rispetto dei tempi di attesa.
L'appropriatezza prescrittiva
Un altro tema sollevato dalle Regioni riguarda l'appropriatezza prescrittiva. Schillaci ha dichiarato di condividere la necessità di interventi sul versante della domanda, ma ha ribadito che questo non può essere usato come scusa per non intervenire sull'offerta. "L'intervento sull'offerta è necessario per garantire che il diritto alla salute sia effettivamente rispettato", ha concluso il Ministro.
Disponibilità a collaborare
Il Ministro ha concluso la lettera ribadendo la sua disponibilità a incontrare i presidenti di Regione singolarmente per analizzare le singole realtà e superare le criticità riscontrate. Ha sottolineato che il Ministero è pronto a fornire il supporto necessario per affrontare le problematiche legate alle liste d'attesa e per garantire che i cittadini abbiano accesso alle prestazioni sanitarie in modo tempestivo e adeguato.