L’Italia sta attraversando un momento critico dal punto di vista del declino demografico, con segnali allarmanti che emergono da più fronti. La natalità ha toccato livelli minimi, la popolazione sta invecchiando e la mobilità interna e internazionale sta accentuando le disuguaglianze territoriali. Tuttavia, ci sono anche segni positivi, come il miglioramento della speranza di vita.
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Fecondità ai minimi storici: solo 1,18 figli per donna

Il 2024 segna un nuovo minimo storico per la fecondità in Italia, con solo 1,18 figli per donna, superando il precedente record negativo del 1995. La natalità continua a scendere, con soli 370.000 nuovi nati, ben 10.000 in meno rispetto al 2023. Le madri, inoltre, posticipano sempre di più la maternità, con l'età media che è salita a 32,6 anni.
Calano gli abitanti, ma con differenze regionali
La popolazione residente in Italia nel 2024 è di 58 milioni e 934 mila persone, con un decremento di circa 37.000 unità (-0,6 per mille). Tuttavia, questo calo non è uniforme. Se il Nord cresce (+1,6 per mille), il Mezzogiorno continua a perdere abitanti (-3,8 per mille), con aree particolarmente critiche come la Basilicata (-6,3) e la Sardegna (-5,8).
Speranza di vita in aumento: ritorno ai livelli pre-pandemici
Un segnale positivo arriva dal fronte sanitario: la speranza di vita cresce, raggiungendo i 83,4 anni, con un guadagno di 5 mesi rispetto al 2023. Gli uomini possono aspettarsi una vita media di 81,4 anni, mentre per le donne il valore sale a 85,5 anni. Questi dati superano i livelli pre-pandemici, indicando il superamento dell’emergenza sanitaria.
Famiglie più piccole e solitarie: un cambiamento sociale profondo
Il numero medio di componenti per famiglia è sceso a 2,2, rispetto ai 2,6 di venti anni fa. Un dato significativo è che oltre un terzo delle famiglie italiane (36,2%) è costituito da una sola persona. Le copie con figli sono ora meno del 30%, mentre aumentano le famiglie monogenitoriali (10,8%) e quelle senza figli (20,2%).
L'Italia invecchia: la popolazione anziana cresce
L’età media della popolazione italiana è salita a 46,8 anni, e i residenti con più di 65 anni sono ormai il 24,7% della popolazione, corrispondenti a circa 14,6 milioni di persone. Cresce anche il numero degli ultra85enni (2,4 milioni) e degli ultracentenari (oltre 23.500, di cui l’83% sono donne). Solo il 11,9% della popolazione ha meno di 14 anni.
Divari territoriali accentuati: il Nord cresce, il Sud perde abitanti
Il flusso migratorio interno penalizza il Sud, che registra una perdita di 52.000 abitanti, mentre il Nord guadagna 47.000 residenti. La Emilia-Romagna è la regione più attrattiva (+2,7 per mille), seguita da Piemonte e Valle d'Aosta.
Prospettive future
Il 2024 si conferma un anno di svolta per la demografia italiana, con segnali di declino marcato in vari ambiti. Per invertire questa rotta, sono necessarie politiche strutturali che investano nei servizi per le famiglie, nel lavoro giovanile e nell’integrazione, in modo da rispondere alle nuove sfide sociali ed economiche del Paese.