Il cambiamento del clima globale sta portando ad un preoccupante aumento delle malattie allergiche e respiratorie, con un incremento del 30% negli ultimi venti anni. In particolare, la crescita delle temperature globali, l’intensificarsi degli eventi climatici estremi e l’aumento di polline e muffe stanno contribuendo a un grave fenomeno di emergenza sanitaria. Questo problema è particolarmente grave per i bambini, come ha sottolineato la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) nel corso del XXVII Congresso Nazionale che si tiene a Milano dal 3 al 5 aprile.

Effetti del riscaldamento globale sulle allergie respiratorie e sulle malattie allergiche

Effetti del riscaldamento globale sulle allergie respiratorie e sulle malattie allergiche

Il riscaldamento globale è uno dei principali fattori che stimola la produzione di polline. Michele Miraglia del Giudice, presidente della SIAIP, spiega come l’aumento delle temperature acceleri la stagione dei pollini in molte regioni del mondo. In particolare, i pollini di betulle e ambrosia, che sono tra i principali responsabili delle reazioni allergiche, sono sempre più abbondanti. Inoltre, il riscaldamento globale provoca un aumento della concentrazione di biossido di carbonio, che stimola la produzione di polline, aggravando ulteriormente la situazione.

Il rischio per i bambini: l'aumento dei casi di allergie e malattie respiratorie

I bambini sono i più colpiti da questo fenomeno, come dimostrano numerosi studi. Gianluigi Marseglia, ex presidente della SIAIP, ha fatto riferimento a uno studio svedese che ha dimostrato che l’esposizione ai pollini durante i primi mesi di vita o addirittura in utero aumenta la probabilità di sviluppare allergie respiratorie. L’inquinamento atmosferico, in particolare quello da polveri sottili (PM2.5 e PM10), è un altro fattore che contribuisce all’insorgenza di malattie respiratorie nei bambini.

Allergie e inquinamento: la connessione con l'asma nei bambini

In Italia, uno studio di Save the Children ha rilevato che l’8,4% dei bambini tra i 6 e i 7 anni soffre di asma, spesso correlata all’inquinamento atmosferico. La percentuale di bambini che vive in aree inquinate è altissima, con il 100% delle regioni come l’Emilia Romagna, la Liguria, la Lombardia e altre zone del Nord Italia che si trovano ad affrontare il problema. Gli allergologi pediatri spiegano che i pollini e gli inquinanti atmosferici penetrano nei tessuti respiratori e causano infiammazioni croniche, che compromettono il sistema immunitario e aumentano la suscettibilità alle allergie.

L'influenza dei cambiamenti climatici sulle malattie respiratorie

Il cambiamento climatico non è solo una crisi ambientale, ma anche una grave emergenza sanitaria globale. L’aumento delle temperature, le concentrazioni crescenti di CO2 e l’inquinamento atmosferico stanno intensificando le malattie allergiche, soprattutto tra i bambini. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Allergy, i livelli di CO2 atmosferica sono aumentati del 48% dal periodo pre-industriale, favorendo la produzione di pollini. In particolare, la concentrazione di polline di ambrosia è quadruplicata negli ultimi 30 anni e si prevede che continui a crescere. La durata della stagione pollinica è aumentata di circa 20 giorni, esponendo milioni di persone a sintomi allergici più gravi e prolungati.

Le muffe e la loro diffusione legata ai cambiamenti climatici

Le muffe rappresentano un altro pericolo crescente. L’aumento delle precipitazioni e delle inondazioni favorisce la proliferazione delle spore di muffa come Alternaria e Cladosporium, che sono fortemente associate alle allergie respiratorie e agli attacchi di asma. Negli ultimi 20 anni, la prevalenza di sensibilizzazione a questi allergeni è aumentata del 30%. Le condizioni climatiche estreme stanno amplificando la diffusione delle spore fungine, mentre la scarsa qualità dell'aria indoor, aggravata da edifici non adeguatamente ventilati, contribuisce alla diffusione della Sick Building Syndrome (SBS), che porta a sintomi allergici legati agli ambienti chiusi e malsani.

Le città e l’inquinamento atmosferico: il rischio per i bambini

Le città, con i loro alti livelli di inquinamento, sono particolarmente pericolose per i bambini che soffrono di allergie. Uno studio pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health ha dimostrato che nei centri urbani la prevalenza di asma infantile è del 40% più alta rispetto alle aree rurali. In questo contesto, la combinazione di inquinamento atmosferico e allergeni rende le aree urbane ambienti estremamente ostili per i bambini che soffrono di patologie respiratorie. Un editoriale pubblicato su JACI: In Practice ha messo in evidenza come le condizioni atmosferiche estreme abbiano esteso la durata e l’intensità della stagione dei pollini, con l’emergere di nuovi allergeni.

Un appello alla prevenzione: i punti chiave del Manifesto della SIAIP

Durante il congresso, la SIAIP ha presentato il suo primo Manifesto, che contiene una serie di raccomandazioni rivolte alle istituzioni per fronteggiare questa emergenza sanitaria. Gli esperti chiedono l’attuazione di politiche concrete per migliorare la qualità dell'aria e prevenire la diffusione di allergie. In particolare, vengono richiesti:

  1. Piani di controllo dell'inquinamento per ridurre le emissioni urbane e i gas serra.
  2. Miglioramento della ventilazione e controllo dell'umidità negli edifici.
  3. Eliminazione di fonti inquinanti indoor, come il fumo di sigaretta e di sigarette elettroniche.
  4. Progettazione urbana sostenibile con più aree verdi e migliori standard edilizi per ridurre l’inquinamento atmosferico e la Sick Building Syndrome.
  5. Monitoraggio pollinico con la creazione di sistemi di allerta precoce per informare la popolazione sui livelli di allergeni nell’aria.
  6. Educazione e sensibilizzazione per informare la popolazione sui rischi e sulle strategie preventive.
  7. Ricerca e innovazione per sviluppare nuove terapie e strategie per la gestione delle allergie ambientali.
  8. Collaborazione internazionale per sviluppare programmi di ricerca congiunti a livello europeo e globale.

E' quindi essenziale un impegno collettivo e globale per affrontare l'emergenza sanitaria causata dai cambiamenti climatici, che stanno accelerando l'aumento delle malattie allergiche e respiratorie, soprattutto tra i bambini. Azioni tempestive e concrete potrebbero ridurre significativamente il rischio per le generazioni future.

Importanza degli esami allergologici nei bambini

Gli esami allergologici presso centri specializzati si rivelano fondamentali per la diagnosi precoce e la gestione delle malattie allergiche nei bambini, che sono particolarmente vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento atmosferico. L’identificazione tempestiva di allergie respiratorie, cutanee o alimentari permette di adottare strategie terapeutiche mirate, riducendo il rischio di complicanze e migliorando la qualità della vita del bambino. Inoltre, con l’aumento dei fattori ambientali che influenzano la salute dei più piccoli, come l’incremento dei pollini, delle muffe e degli inquinanti, è essenziale monitorare regolarmente la salute allergica dei bambini, per intervenire prima che i sintomi si aggravino. Esami periodici consentono di adattare le terapie, sensibilizzare le famiglie e mettere in atto misure preventive per proteggere i bambini da reazioni allergiche gravi. In questo modo, è possibile ridurre significativamente l’impatto delle allergie e garantire una crescita sana e senza disagi respiratori.

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